Cognac e Armagnac a confronto
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Cognac e Armagnac a confronto
Cognac e Armagnac sono due tipologie di distillati di vino nate in Francia, rispettivamente tra il XVI e il XVII secolo in Charente e nel XIV secolo in Guascogna, entrambe tutelate AOC (Appellation d’Origine Contrôlée), con l’Armagnac che è l’unico distillato ad avere 2 AOC.
Entrambi evocano con la stessa forza il concetto di tradizione, territorio e qualità, pur rappresentando due interpretazioni profondamente diverse: il Cognac ha uno stile improntato alla eleganza, con una tessitura aromatica precisa e progressiva; l’Armagnac ha un profilo generalmente più intenso, rustico e strutturato, con una maggiore evidenza della materia prima e del territorio.


Dal punto di vista tecnico, Cognac e Armagnac condividono tre elementi fondamentali che permettono di riconoscere questi due distillati come espressioni della stessa famiglia dei distillati di vino. Il primo è la materia prima, ovvero un vino bianco generalmente acido, poco alcolico e neutro dal punto di vista aromatico, ideale per essere distillato. Il secondo è la distillazione, che consente di concentrare l’alcol e selezionare le componenti aromatiche più fini. Il terzo è l’invecchiamento in botti di rovere, fase decisiva per la costruzione del profilo sensoriale: il Cognac invecchia in botti di rovere provenienti dalle foreste di Limousine e/o Tronçais, l’Armagnac in botti di rovere provenienti dalla Guascogna e/o dalla foresta di Limousine.
Inoltre, questi due distillati condividono anche la maggior parte dei vitigni principali dai quali sono ricavati. Infatti, le uve impiegate per la produzione dell’Armagnac sono Ugni blanc, Colombard, Folle blanche e Baco blanc. Mentre, i vitigni utilizzati per la realizzazione del Cognac sono Ugni blanc, Folle Blanche, Colombard e in modo minore Sémillon e Montils, anche se l’Ugni Blanc occupando il 98% della superficie vitata della regione vitivinicola del Cognac è il vitigno principale, se non quasi unico.


Cognac e Armagnac, però, presentano anche delle differenze sostanziali come il terroir, ovvero le caratteristiche climatiche e del suolo. La regione della Charente è caratterizzata da un clima più caldo e continentale e il Cognac viene prodotto con uve coltivate su terreni a base di gesso e calcare. Diversamente la Guascogna presenta un un clima oceanico temperato e il suolo sul quale vengono coltivati i vitigni per la produzione dell’Armagnac sono in parte argilloso, in parte a limo e di sables fauves (sabbie fulve), ricche di ferro e di sedimenti marini.
Anche l’alambicco e la tecnica di distillazione differiscono. L’Armagnac subisce una distillazione singola in alambicco Armagnaçais (continuo a colonna con massimo 12 piatti di concentrazione), che consente di ottenere un distillato più ricco di componenti aromatiche e congeners. Mentre, per la produzione del Cognac, essendo vietato l’utilizzo dell’alambicco continuo a colonna, la pratica è della doppia distillazione in Alambicco Charentais (discontinuo), che produce un distillato relativamente puro e fine.


Perfino l’approccio all’invecchiamento e all’assemblaggio differisce: il Cognac è spesso frutto di complesse operazioni di blend, mentre l’Armagnac valorizza più frequentemente il millesimo, mantenendo una maggiore identità individuale. Inoltre, l’Armagnac può essere bevuto e commercializzato dopo un affinamento minimo di un anno, per il Cognac invece sono necessari 2 anni e mezzo per un prodotto finito. In questo senso, i due distillati rappresentano due modelli: quello del Cognac orientato alla costruzione dell’equilibrio, quello dall’Armagnac alla valorizzazione dell’identità.
In conclusione, Cognac e Armagnac non sono semplicemente due varianti dello stesso prodotto, il brandy francese, ma due modi diversi di interpretare la distillazione del vino. Entrambi nascono dalla stessa materia prima e condividono i processi fondamentali, ma divergono nelle scelte tecniche e stilistiche, dando vita a esperienze sensoriali distinte. Il Cognac si impone per la sua raffinatezza, la sua precisione e la capacità di evolvere nel tempo attraverso l’assemblaggio. L’Armagnac incanta per la sua autenticità, la sua profondità e il legame diretto con il territorio.
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Andrea Sansoni
Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Siena, ho conseguito un Master in Critica Enogastronomica con IFA (Italian Food Academy), e sto completando la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo all’Università degli Studi di Verona. Sommelier AIS e collaboratore nella ristorazione, mi occupo di comunicazione e consulenza relativa al settore food&wine e frequento fiere di settore alla scoperta di prodotti e produttori. Inoltre, collaboro come redattore al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.

















