...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…
Armagnac: la storia del distillato francese
- Home
- Armagnac: la storia del distillato francese
Armagnac: la storia del distillato francese
L’Armagnac, ritenuto il primo brandy della storia, è l’acquavite di vino più antica di Francia e forse anche d’Europa e del mondo (anche se non è certo che sia nato anteriormente al whisky scozzese). Inoltre, l’Armagnac, oggi tra i più celebri e pregiati distillati al mondo, con molta probabilità è stato anche il primo prodotto con finalità commerciali in Europa.
L’Armagnac ha una storia lunga, infatti le prime testimonianze della sua esistenza risalgono al XIV secolo con Vital du Four, un frate francescano abate del monastero di Eauze nel cuore della contea di Armagnac che elenca 40 benefici terapeutici di questa “acqua ardente”.
L’inizio della sua produzione si colloca nel MedioEvo – più tarde quelle del Cognac e del Calvados che si avviano nel 1500 – per merito dei monaci che abitavano la regione francese di Armagnac, nella Guascogna (nel sud-est della Francia), molto conosciuta per essere la patria del moschettiere più famoso della storia: D’Artagnan.

Tra il 1411 e il 1444 sono numerose le testimonianze del commercio e del consumo di questa acquavite, la cui produzione è concentrata nei conventi, dove viene offerta ai pellegrini diretti a Santiago de Compostela, come corroborante per il lungo viaggio.
La prima traccia scritta dell’Armagnac risale, invece, al 1531 ed è presente in un testo custodito nella Biblioteca Apostolica Vaticana, che si rifà ad un manoscritto del 1310 di Vital du Four.
L’armagnac è, quindi, un distillato di origine medievale che veniva commerciato in botti e veniva anche esportato per via fluviale dai mercanti olandesi nei Paesi Bassi e nel Regno Unito. Infatti, nel XVII secolo ha inizio un fiorente commercio con l’Olanda, la cui flotta commerciale era alla continua ricerca di acquavite per alimentare l’industria del “jenever” prodotto in patria. Il distillato, in questo periodo, inizia ad essere trasportato in botti di legno, con un evidente miglioramento del gusto e del profilo aromatico.

Nel XIX secolo, tuttavia, la regione dell’Armagnac interrompe il commercio con l’Olanda e si dedica alla produzione per il mercato interno, impiantando un’ampia superficie di vigneti destinata unicamente alla produzione di acquavite.
Agli inizi del ‘900, però, l’avvento della fillossera distrugge quasi la totalità dei 100.000 ha di vigneto. Di questi ne verranno reimpiantati solo un quarto, rendendo l’acquavite dell’Armagnac un prodotto di nicchia.
Il Decreto del 25/05/1909 del Presidente della Repubblica Francese Armand Fallieres, originario dell’Armagnac, ha delimitato la zona di produzione dell’Armagnac e le sue tre regioni: Bas Armagnac, Armagnac-Tenareze, Haut Armagnac. Agli abitanti della Guascogna, la regione d’origine dell’Armagnac, piace pensare che la geografia dei loro confini somigli a una foglia di vite, così da identificare la tradizionale propensione enologica.

Con il Decreto del 06/08/1936 è stata introdotta la denominazione AOC e le sue condizioni di realizzazione, poiché l’Armagnac si è sempre “vendu en fûts” (venduto in botti), per agevolarne il trasporto. Nel 1941, nasce anche il Bureau National Interprofessionnel de l’Armagnac (BNIA), con funzioni di controllo sulla produzione e sul commercio, di verifica delle partite destinate alla esportazione e come di studio e ricerca.
Dopo la seconda guerra mondiale, sotto la spinta di una nuova sensibilità dei consumatori, che desideravano avere maggiori notizie sull’identità dei prodotti, si è diffuso l’uso di imbottigliare l’Armagnac, come migliore garanzia dell’autenticità dell’eau-de-vie de Gascogne.
Infine, nel 1948 è stato siglato un importante l’accordo con l’Italia per la tutela della denominazione Armagnac, ma anche Cognac, che da allora si sono potuti produrre solo nei luoghi autorizzati dal “Cahier des Charges de l’appellation d’origine contrôlée” (disciplinare).
- Share
Andrea Sansoni
Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Siena, ho conseguito un Master in Critica Enogastronomica con IFA (Italian Food Academy), e sto completando la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo all’Università degli Studi di Verona. Sommelier AIS e collaboratore nella ristorazione, mi occupo di comunicazione e consulenza relativa al settore food&wine e frequento fiere di settore alla scoperta di prodotti e produttori. Inoltre, collaboro come redattore al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.


















