Armagnac: tipologie e abbinamenti 

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Armagnac: tipologie e abbinamenti 

L’Armagnac è un distillato francese che si ottiene dalla distillazione di vini bianchi, a base di uve Ugni Blanc, Saint-Emillon, Folle Blanche e Colombard, che provengono della regione della Guascogna situata nel sud-ovest della Francia. La zona di produzione è suddivisa in tre regioni o menzioni geografiche, che corrispondono a zone distinte: Bas Armagnac, Haut Armagnac e Tènaréze. Nella zona del Bas-Armagnac il terreno è argilloso e questa particolarità rende le acquaviti prodotte in questa zona le più pregiate, caratterizzate da una profumazione inconfondibile e da gusto più morbido. Nell’Haut-Armagnac, invece, il terreno è principalmente calcareo rispetto alle altre zone e l’acquavite prodotta è meno pregiata. La zona del Tènaréze, infine, ha la peculiarità di avere un terreno calcareo e argilloso e l’acquavite prodotta ha la caratteristica di avere un particolare aroma di violetta.

Per ottenere l’Armagnac i vini bianchi dell’annata vengono distillati prima di essere messi a invecchiare in botti di rovere. La denominazione di origine controllata «Armagnac» corrisponde alla categoria «acquavite di vino» definita nell’allegato II, punto 4, del regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008. Tale denominazione è registrata nell’allegato III del suddetto regolamento. L’Armagnac può essere commercializzato dopo 12 mesi di invecchiamento in legno. Viene utilizza la pièce (botte) armagnacaise da 420 litri, prodotta con legni esclusivamente di quercia Sessile o Peduncolata, provenienti dai boschi dell’Aquitania che hanno la particolarità di avere una fibra rosa. Ma il disciplinare non vieta l’uso delle barrique di legno di quercia francese, soprattutto di Limousin. Sempre da disciplinare è possibile l’aggiunta di caramello per equiparare il colore delle partite e di zucchero fino a un massimo di 20 g per litro. Si può, inoltre, diluire il distillato fino alla gradazione desiderata, utilizzando acqua in cui sono stati posti in infusione trucioli di legno.


Per l’Armagnac è sufficiente un invecchiamento di un anno, ma per le acquaviti più pregiate l’invecchiamento deve essere di almeno tre anni, fino ad arrivare ad un massimo di 40, dove si raggiunge la massima esaltazione del gusto e degli aromi contenuti. Dopo questo periodo di che si ha un decadimento dell’alcool e il liquore diventa più dolce. Sulla bottiglia di Armagnac, pertanto, in base alla tecnica di produzione e al suo affinamento, si possono trovare diverse diciture, che specificano il periodo di invecchiamento: 

Blanche Armagnac. È una versione senza invecchiamento introdotta nel 2005,  che non presenta alcuna colorazione. Viene fatta riposare per tre mesi in acciaio dove viene refrigerata e abbassata di grado per esaltare i toni fruttati e/o floreali. Questa tipologia, secondo i produttori della Guascogna rappresenta il recupero ancestrale della tradizione quando i distillati erano bevuti senza invecchiamento. Solo le acquaviti maturate per un periodo minimo di 3 mesi dalla distillazione, in recipienti inerti per il colore e che non presentino alcuna colorazione, possono fregiarsi della denominazione di origine controllata “Armagnac” completata dalla menzione “Blanche Armagnac”.

Tre Stelle. Questo Armagnac, che solitamente viene utilizzato in blend con distillati più vecchi, ha un affinamento minimo per un anno. Il blend contiene botti che hanno compiuto i 24 mesi di invecchiamento, ma solitamente sono presenti anche botti più vecchie che hanno il compito di rendere più morbido il distillato, anche se per la classificazione fa fede la botte più giovane. 

Very Special (V.S.) e XXX. Armagnac giovane, ma più sviluppato, fatto maturare per almeno 2-3 anni in botti di rovere, caratterizzato da un colore arancio-marrone chiaro brillante. È anche un partner ideale per i cocktail.

Very Superior Old Pale (V.S.O.P.) o Réserve. Questa tipologia vienefatta riposare per un minimo di 5 anni. Il Bas Armagnac “Réserve“ è una versione classica amata dalla gran parte dei consumatori, compresi i neofiti, ma che incarna pienamente la personalità e la ruvidità dell’Armagnac. Nel bicchiere è di colore ambrato, con riflessi ramati luminosi. Al naso è caratterizzato da dolci profumi di caramello, frutta gialla matura, vaniglia, boisé e sentori di tostatura.

XO (Extra Old), Napoléon, Vieille Réserve. Dal 2018 il disciplinare ha approvato un aumento dell’invecchiamento per la botte più giovane che passa da 6 a 10 anni. Il nome Napoleon è stato scelto in onore di Napoleone Bonaparte, in quanto fu sotto il suo dominio che nel 1860 venne firmato un accordo commerciale fra Francia e Inghilterra che sancì una crescita dei distillati francesi verso il Regno Unito, assai importante per l’Armagnac ed il suo export. È una versione classica che rappresenta egregiamente la zona di produzione. Dal colore dorato intenso, al naso svela sentori di frutta secca, spezie dolci e note di vaniglia. Mentre in bocca è morbido con un finale lungo e persistente.

Hors d’age (Senza Età).Questo è il titolo che spetta ai blend di Armagnac la cui botte più giovane ha avutoinvecchiato minimo di almeno 10 anni. Il lungo affinamento regala profumi complessi ed evoluti. Al naso e al palato si percepiscono aromi di frutta candita, spezie, vaniglia, cuoio, tabacco e note tostate, con un sorso vellutato e di straordinaria persistenza.

Millesimato. Il vino base proviene tutto da un’unica vendemmia. Dopo i 10 anni di invecchiamento l’Armagnac può essere posto in vendita anche con il millesimo della vendemmia. Questa tipo di classificazione rappresenta la tradizione più vera dell’Armagnac. Questa specifica viene riservata solo ai millesimi più importanti qualitativamente e solo per una parte della produzione. 


Mention d’age. L’appellativo si riferisce alla dichiarazione esplicita dell’età minima (15, 20, 30 anni o oltre) riportata in etichetta. Questa garantisce che tutte le acquaviti utilizzate nell’assemblaggio hanno riposato in botti di rovere per un periodo non inferiore a quello indicato in etichetta.

L’Armagnac si gusta liscio, come fine pasto o dopocena oppure, per le versione più evolute, come un distillato da meditazione. Deve essere servito a una temperatura compresa tra i 16°C e i 18°C in un bicchiere a tulipano (o a balloon), poichè la forma affusolata permette di concentrare i profumi ed evitare che l’alcol saturi il naso, e degustato a piccoli sorsi per apprezzarne gli aromi, senza riscaldare il calice con le mani in modo da evitare di far aumentare la nota alcolica. Se l’Armagnac ha un lungo invecchiamento è preferibile lascialo respirare nel bicchiere per 10-15 minuti prima di degustarlo.

L’Armagnac è un distillato molto strutturato può accompagnare cioccolato fondente o dessert a base di cacao amaro, torta mele con cannella e miele, dessert con frutta secca o dolci al cucchiaio. Ma si accompagna bene anche a piatti affumicati, come i BBQ (brisket o costine), oltre ad abbinarsi perfettamente a foie gras o anatra al miele, specialmente nelle annate più giovani, o a carni dal sapore deciso, quali cacciagione, tagli grassi, cucinati con spezie o marinati, poiché la gradazione alta del distillato controbilancia l’untuosità dei piatti. L’abbinamento con la fine speziatura si sposa bene con la persistenza di prodotti VSOP o XO. Infine, uno dei classici abbinamenti da meditazione è quello con il sigaro.

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Andrea Sansoni

Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Siena, ho conseguito un Master in Critica Enogastronomica con IFA (Italian Food Academy), e sto completando la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo all’Università degli Studi di Verona. Sommelier AIS e collaboratore nella ristorazione, mi occupo di comunicazione e consulenza relativa al settore food&wine e frequento fiere di settore alla scoperta di prodotti e produttori. Inoltre, collaboro come redattore al blog enogastronomico Bacche di Ginepro.

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Commenti

  1. Di Vettriano mi rimane il senso di noia di un ambiente aristocratico,sospeso tra il benpensare e la pratica del sopruso…

  2. ..non conoscevo Gastel,ma senza presunzione direi che basta osservarne la figura che apre questo articolo-elogio per "annusarne" lo sguardo,affilato e…

  3. ...chiedere o aspettarsi da una foto una qualche previsione sul futuro sarebbe uscire dal reale servizio che uno scatto dà.…

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